Perché il mio blog non appare nei risultati di ricerca di Google?

Blogging

Hai lanciato un blog e sogni di apparire nelle prime posizioni delle ricerche di Google? Controlli le statistiche di Google Analytics e vedi che il traffico dai motori di ricerca è scarso?

Oggi proverò a spiegarti perché il tuo blog non appare nei risultati di ricerca di Google, ossia da che cosa dipende la posizione del tuo blog su questo motore di ricerca.

Lascio stare Dance, Florida, NoFollow, Social Signal, Panda, Pigeon Update, ossia i vari algoritmi di Google che hanno penalizzato o premiato i siti per certi comportamenti, anche di natura tecnica. Mi concentrerò, invece, su quello che puoi facilmente influenzare, cioè il content marketing.

Che cosa è il posizionamento del sito?

Tutti vorremo per determinate frasi uscire nei primi posti dei risultati di Google, tipo subito dopo l’imbattibile Wikipedia. Le persone mediamente cliccano sui primi tre risultati, quasi nessuno va sulla seconda pagina. Essere nei primi posti significa maggiore traffico sul blog e se i contenuti piacciono questi visitatori casuali si trasformano in lettori o clienti. Come succede l’ho spiegato nel mio articolo: Lettore ideale: ti trova, ti legge e ti segue. Occorre lavora in modo duro e continuativo, gratis non c’è niente ;).

Il sogno di ogni blogger 😉

Torno al 2014 e al mio blog in polacco sulla Valle d’Aosta CiekawAosta. Dopo pochi mesi che era on-line per alcune frasi chiave sono riuscita a posizionarmi molto bene su Google. Erano delle frasi coerenti con la tematica del mio blog e ancora oggi mi portano in modo continuativo il traffico sul blog.

In uno degli articoli successivi ti scriverò come valutare la qualità del traffico proveniente dai motori di ricerca, questo aspetto rientra nel concetto di vanity metrics – metriche di vanità 😉 .

Oggi invece scrivo su che cosa fare per apparire nei risultati di ricerca di Google

#1 Aggiorna il sito spesso

Le pagine non attualizzate, dove non succede nulla sono poco considerate da Google. Che contenuti interessanti puoi trovare su una pagina del genere oppure su una che si aggiorna ogni sei mesi? Se sul sito si pubblicano i contenuti nuovi, arrivano i visitatori e per Google è il segno che sul sito c’è non solo qualcosa di nuovo e aggiornato da far vedere, ma anche di interessante.

E’ uno dei motivi per i quali io consiglio di sponsorizzare su Facebook i singoli blog post. Permettono di far uscire dalla casa di Zuckerberg le persone e inviarle al tuo blog. Se le persone sono interessate al contenuto sicuramente compieranno qualche azione sul tuo blog se solo glielo permetti. Si iscrivono alla newsletter, cliccano Mi piace sulla pagina dalla like box o ti aggiungono al feed oppure condividono l’articolo con i social plugin.

#2 Contenuti unici

Non è sufficiente aggiornare, bisogna pubblicare dei contenuti unici. Quelli che prima non sono stati pubblicati da nessuno e sono originali. Ovviamente i contenuti pubblicati devono essere strettamente collegati agli obiettivi che vuoi ottenere, inutile pubblicare degli articoli lontani dai tuoi temi principali.

Adesso un piccola domanda per le care Blogger della categoria Lifestyle: come fate a uscire nelle ricerche di Google e per che cosa? Una discussione interessante sui blog Lifestyle è nei commenti di questo articolo: Come trovare l’argomento per il blog e partire quasi sicure di essere lette.

Attenzione alle collaborazioni con le aziende!

Google promuove i contenuti che non sono stati pubblicati da nessuna parte. Se quindi ti capita di collaborare con qualche azienda non copiare dal loro sito la descrizione del prodotto! Così fanno tantissimi blogger e ciò li penalizza nelle ricerche, perché il contenuto non è originale. Cerca di descrivere il prodotto con le tue parole, prende più tempo, ma nel lungo periodo ti premia.

Lo stesso ragionamento vale per i tuoi articoli già pubblicati in qualche portale che tu vorresti ripubblicare sul tuo sito. Non farlo perché ti penalizzi da sola.

Puoi verificare se qualcuno copia i contenuti del tuo sito con Copy Scape. L’utilizzo è molto semplice, inserisci il link al tuo blog e ti dice dove sono pubblicati in rete i contenuti del tuo sito.

#3 Parole e frasi chiave corretti

Per quale parola chiave o frase vorresti uscire nelle ricerche di Google? Ci sono delle frasi molto concorrenziali per le quali sarà difficilissimo scalare la SERP. Cerca di impostarle più lunghe e specifiche. Google sta sempre più cercando di proporre nei risultati i contenuti il più possibile vicini alla domanda fatta dall’utente.

Come pensa un utente che utilizza Google?

Pensa ad una frase come “Musica classica”. E’ troppo generica e non ha senso cercare di posizionarsi su Google per una frase del genere. E’ meglio impostare una frase più concreta, tipo “Blog musica classica” per la quale ci saranno meno persone che arrivano sul tuo blog, ma saranno più interessate. Loro cercano proprio i blog che trattano della musica classica e, se i contenuti del tuo sito li convincono, possono anche diventare i tuoi lettori. Certo che per voi food o travel blogger il gioco diventa più complicato perché siete in tantissime!

Che tipi di frase chiave ci sono?
Navigazioni

Le persone cercano un posto, un brand o un marchio concreto, ma non conoscono l’indirizzo Internet. Esempi di questo tipo di frase chiave è: “Intesa SanPaolo”, “Zalando”, “Sito Agenzia dell’Entrate Aosta”, “Bottegaccia Aosta”.

Informazioni

Questa tipologia di frasi chiave è quella più frequente nelle ricerche su Google.

Ho già affrontato questo discorso. Certe cose non le andremo mai a chiedere ai conoscenti di Facebook per vari motivi: sappiamo che non saranno in grado di rispondere o ci vergogniamo di chiederle. Resta Google con i suoi milioni di risposte ai nostri dubbi, anche i più stupidi!

Dalle ricerche di Google Trends risulta che tra le frasi più frequenti cercati su Google nel 2016 dagli Italiani vi sono quelle che iniziano con Come e Perché. Ecco le frasi più ricercate dagli Italiani:

  • perché un neonato piange sempre,
  • perché un uomo sposato tradisce,
  • perché la Russia gioca agli Europei,
  • perché i terremoti avvengono di notte
  • come fare il gelato al caffè in casa,
  • come fare un massaggio erotico,
  • come fare i fiori di stoffa,
  • come fare i passati di verdura,
  • come come fare un uovo sodo.

Questa tipologia di frasi inizia spesso con “Come”, “Dove” e “Perché”. Oppure le persone cercano rapidamente delle informazioni: un numero di telefono, il risultato di una partita, il nome dell’autore di un libro. Con questa tipologia si cerca anche un prodotto, non per acquistarlo, ma per conoscerlo.

Transazioni

Le persone cercano delle informazioni concrete: per fare degli acquisti, iscriversi ad una newsletter, insomma compiere una determinata azione. Questa tipologia è la più desiderata da chi vende prodotti oppure servizi on-line. Esempi di queste frasi: guida alpina Courmayeur, acquisto Franciacorta on-line, prestito per lavoratori autonomi.

Se proponi i servizi o i prodotti il tuo sito dovrebbe essere ottimizzato in modo tale da facilitare a chi arriva dai motori di ricerca per questa tipologia di frasi a compiere le azioni!

Non è sufficiente impostare una frase chiave e aspettare l’arrivo dei lettori da Google. Essa deve essere coerente con le intenzioni dei lettori e i contenuti del tuo blog! Per questo consiglio delle frasi più lunghe, ma più concrete, che maggiormente rispondono ai bisogni dei potenziali lettori.

Se non sai che parole chiave scegliere questo mio articolo potrebbe aiutarti: Sei strumenti per scegliere le parole chiave per i tuoi blog post.

Il punto di partenza sono i desideri dei tuoi lettori: capire cosa posso fornire alle persone per soddisfare le loro esigenze! Leggi il mio articolo sul lettore ideale, il tema su questi aspetti è già stato approfondito.

#4 Ottimizza i contenuti in ottica SEO

Aggiungere in modo regolare i contenuti lunghi e di qualità sul blog non è ancora tutto. Essi devono essere coerenti con la tematica del blog e ottimizzati per la SEO (Search Engine Optimisation).

Non è difficile per certe parole chiave posizionarsi in alto nei risultati di Google. Su questo blog potrei scrivere un paio di articoli su qualche tema specifico che so di non essere molto trattato in rete e nel giro di poco uscire tra i primi risultati. Potrei descrivere in modo molto approfondito una delle malattie rare, tipo fibrodisplasia ossificante progressiva, già menzionata nell’articolo sulla motivazione. Ma a che cosa servirebbe, visto che sono contenuti non coerenti con la tematica del mio blog?

Le persone entrano, leggono l’articolo e escono. Tutto il resto del mio blog non sarebbe per loro. In questo modo mi aumenterebbe solo la frequenza di rimbalzo, ovvero il numero di persone che escono dal sito dopo aver letto (o neanche letto) il primo articolo. Per Google sarebbe un’informazione importante per non farmi più vedere a nessuno ;).

Ottimizzare un articolo significa non solo impostare la parola o frase chiave per un determinato post, in modo coerente con il resto del blog. Significa ottimizzare il testo e le foto in modo particolare. In questo lavoro ci aiuta il plugin per WordPress Seo By Yoast.

Ci consiglia dove e come inserire le parole chiave per aumentare la probabilità di scalare i risultati delle ricerche su Google. Ti ricordo solo che comunque non è sufficiente avere i due pallini verdi di Seo By Yoast per dire, ok allora sono a posto 😀 .

#5 Tempo passato sul tuo blog

Più tempo passa una persona sul tuo blog meglio è! Significa che offri i contenuti interessanti e coinvolgenti. Per valutarlo bisogna tenere sotto occhio le statistiche di Google Analitycs. Se le persone che arrivano da Google escono subito, significa che non hanno trovato quello che cercavano. Ti sei posizionata su Google per qualche cosa che comunque non risponde bene alle esigenze di chi cerca le informazioni o altro.

Scrivo su Google: recensione libro Prometto di sbagliare Pedro Chagas Freites

Che cosa cerco? Una recensione fatta da blogger, forse più lunga e curata o quelle fatte dai lettori sui siti delle case editrici? Dipende! Forse nel momento di digitare su Google la frase non lo so ancora bene 😉 .

Posso cliccare su un articolo e decidere dopo aver entrato se restare o uscire.

Se capito sul sito di un blogger è tutto da vedere come sarà il seguito della storia.

Se mi piace la grafica, come scrive, se mi propone di leggere altro. Se accedo dal mobile se non ci sono i pop-up vari che non riesco a chiudere e quindi esco immediatamente. Ragazze conta tutto :-D. Anche a che ora si accede e se si è tranquille o meno in questo momento di vita tra marito e figli.

Se invece i tuoi lettori escono dopo aver letto un post è abbastanza normale, conoscono già il blog, ti seguono, anche se dal tuo articolo rimandi a qualche articolo vecchio, potrebbero non cliccare perché l’hanno già letto.

Le varie ricerche provano che i testi lunghi, se sono di valore e soddisfano le esigenze di chi li legge, sono letti fino in fondo. Questa è un’ottima notizia perché gli articoli più lunghi aumentano il tempo di permanenza sul sito.

#6 Link interni ed esterni

Un elemento importante che influisce sulla posizione dei risultati di Google sono i link interni ed esterni.

I link interni significa che all’interno del tuo articolo in modo naturale linki agli articoli più vecchi. Come ho fatto io sopra, linkando al mio articolo sul lettore ideale, che è perfettamente coerente con il tema affrontato.

Perché è importante linkare tra gli articoli del tuo blog? Soprattutto per aiutare il tuo lettore a muoversi meglio sul tuo sito.

E’ altrettanto importante negli articoli vecchi, già posizionati su Google, forse ormai diventati articoli pilastro, linkare agli articoli nuovi. I lettori che arrivano su uno di questi articoli possono cliccare su un articolo nuovo, non ancora ben posizionato su Google.

Per i link esterni bisogna sempre fare attenzione soprattutto se linki nell’ambito di qualche campagna di promozione sponsorizzata. Nello stesso momento potrebbero uscire tantissimi articoli che linkano allo stesso sito. Non è ottimale. Il tema dei link do follow e non follow, ovvero comunicare o meno ai robot di Google di seguire il link l’ho affrontato in questo articolo che ti consiglio di leggere: Come aggiungere l’attributo NOFOLLOW e perché farlo?

Linkare oppure non linkare?

In ogni caso non è un male assoluto linkare agli altri siti! Non vivi nel vuoto virtuale e ovvio che se sei una blogger ti capiterà di linkare così come altri linkeranno al tuo blog. Fa parte del gioco. Non riempire solo tutti i tuoi articoli di link, senza contenuti di valore. Altrimenti Google inizierà a considerare il tuo sito di poco valore.

Non sono assolutamente un esperto di posizionamento dei siti Internet, ma credo nei contenuti. Credo proprio che muovendoci con i contenuti giusti e di qualità si possono ottenere i risultati. La prova migliore è che una delle frasi chiave del mio blog è già nel Top 10 di Google :). E’ io sono qui da tre mesi. Olee!

 

Quali sono le tue conoscenze in merito alla SEO e che cosa vorresti che io approfondissi?

Alla prossima!

Il prossimo sarà un articolo nel quale parlerò delle decisioni e perché non dobbiamo valutarle dal risultato ottenuto.

Se questo post ti ha fornito le informazioni utili oppure ha chiarito i tuoi dubbi, ti sarò molto grata se invi il link all’articolo ad una persona che ne ha bisogno oppure lo condividi sui social. 

Se non sei ancora iscritta alla mia newsletter, lo puoi sempre fare. Riceverai subito una check list con 25 domande per valutare se hai fatto il necessario per avere un blog più seguito e l’e-book con 33 idee di post da pubblicare su Facebook.

Agnieszka

  • Girovagandoconstefania

    Sto facendo una revisione dei miei vecchi post per ottimizzarli. Non ho ben chiaro se cambiare titolo ai vecchi post sia una cosa giusta da fare, dovrebbero essere già indicizzati da google

    • Il titolo puoi cambiare, non modificare il link che è indicizzato. Se cambi il link devi modificare le impostazioni e reindirizzare le persone sul nuovo. Io ho modificato leggermente alcuni titoli ed era solo un bene. Li ho accorciati per esempio :).

  • Chiara Pancaldi

    Anch’io sto rivedendo e risistemando tutti i miei articoli in chiave Seo, soprattutto quelli meno recenti nei quali non prestavo molta attenzione a certi parametri…è un lavorone ma spero che ne valga la pena!

    • Certo. Seo è un lavoro che davvero porta un sacco di tempo, ma a lungo termine ne vale la pena.

  • Mondovagando

    Sai che adoro le tue scratch note? 🙂

    • ❤️ Grazie mille! Sono ancora molto poco professionali, ma mi impegno a renderle sempre migliori. Poi mi piace davvero farle :).

  • Claudia Ciardulli

    Questi post devono essere letti con penna alla mano! Sono davvero UTILI!

    • Grazie. Sicuramente su questo tema scriverò ancora parecchio :).

  • D’accordissimo! Anch’io penso che siano i contenuti a premiare, ovviamente uniti ad un corretto e onesto link building. Sul primo punto, anche se molto lentamente, mi sono sempre data da fare. Pian piano adesso sto cercando di passare a valutare come fare link building, con quale frequenza e attraverso quali tools capire se i siti che sto scegliendo hanno un buon rank, una certa autorità e sono ben visti da google. Uno o più post che risolvano questo tipo di problemi potrebbero essere utilissimi ; )
    Grazie!

    • Fare il link building nella vita da blogger non è semplice. Puoi proporre qualche tuo articolo a dei portali più grandi e con la reputazione on-line buona, questo sicuramente aiuta!