Consultazione pubblica della Commissione Europea contro le notizie false in rete (fake news)

Blogging
 
Il mondo digitale offre alle persone tante opportunità e nuovi modi per informarsi, discutere e scambiare le informazioni. E’ una ricchezza enorme il fatto che, al giorno di oggi, tutti noi possiamo condividere le nostre conoscenze e opinioni, anche attraverso il blogging! Tuttavia, la diffusione delle notizie volutamente fuorvianti oppure addirittura false è un problema rilevante che incide sulla percezione della realtà da parte dei cittadini nell’Unione Europea ed è uno dei motivi per i quali la Commissione Europea da circa due anni lavora assiduamente per mettere in piedi delle norme che possano tutelare i propri cittadini. 
 
Věra Jourová, Commissaria responsabile per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha commentato la questione dicendo: “La diffusione dell’incitamento all’odio online rilevato dal nostro sondaggio Eurobarometro evidenzia l’impatto delle aggressioni e delle minacce rivolte ai giornalisti e ai nuovi soggetti operanti nel settore dei media. È un aspetto da affrontare con urgenza. I cittadini devono sentire di potersi esprimere liberamente nell’ambiente online e i giornalisti devono poter svolgere il proprio lavoro senza interferenze. La Commissione valuterà la protezione delle fonti giornalistiche e le norme sulle denunce di irregolarità nell’UE.” 
 

Consultazione pubblica sulle fake news on-line

Dal 18 novembre al 23 febbraio 2018 è aperta la consultazione pubblica della Commissione Europea sulle notizie false e la disinformazione online per coinvolgere il mondo accademico, le piattaforme online (inclusi i blogger), i mezzi d’informazione e le organizzazioni della società civile in una discussione sul futuro della legislazione europea riguardante le notizie false e la disinformazione on-line. La consultazione non riguarda i contenuti che la Commissione definisce come illeciti, ossia per i quali esistono già delle norme punitive a livello degli Stati membri (come potrebbe essere in Italia i contenuti che integrano il delitto di diffamazione).
 
I contributi attesi dalla consultazione scritta riguardano tre ambiti principali:
  • la portata del problema, ossia in che modo cittadini e parti interessate percepiscono le notizie false, quanto sono consapevoli della disinformazione online e in che misura si fidano dei diversi media;
  • la valutazione delle misure già adottate dalle piattaforme, dai mezzi d’informazione e dalle organizzazioni della società civile per combattere la diffusione di notizie false online;
  • le possibili azioni future per migliorare l’accesso dei cittadini a informazioni affidabili e verificate e impedire la diffusione della disinformazione in rete.
E’ possibile partecipare alla consultazione come cittadini da un lato e dall’altro come persone giuridiche o giornalisti che condividono la loro esperienza professionale di notizie false e disinformazione online. Per entrambe le categorie il questionario è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea. Qui trovi direttamente il questionario in lingua italiana:
 

Verità dell’informazioni

Certamente la lotta per la verità dell’informazione in rete e la sua trasparenza sono molto importanti, ma come in tutti i campi dove si va a stabilire le regole in un ambito delicato quale libertà di stampa bisogna fare attenzione a non limitare ancora di più gli spazi per l’informazione autonoma, indipendente e slegata da qualsiasi autorità e interessi di potere.
Molto spesso le misure restrittive che si mettono in atto per combattere un fenomeno diffuso e poco controllato colpiscono anche coloro che invece hanno sempre avuto dei comportamenti corretti. Un esempio potrebbe essere la possibilità di poter modificare la descrizione dei link condivisi su Facebook da tanti utilizzata in modo improprio sia per diffondere le cosiddette “bufale” sia i clickbaiting che è stata bloccata da Facebook proprio per combattere quel fenomeno diventato incontrollabile!  
 
Ecco un post su Facebook di tipo clickbaiting, con un titolo assolutamente non coerente con i contenuti dell’articolo! 
Ora Facebook sta introducendo la possibilità di modificare la descrizione dei link, ma solo ai domini verificati (prossimamente descriverò la procedura).

Possibili soluzioni?

Oltre a mettere in atto le misure che limitino la diffusione delle notizie fasulle bisogna fortemente lavorare sull’educazione digitale della società perché i cittadini possano anche autonomamente valutare la qualità della fonte e dell’informazione.
Se è il sistema a definire ciò che è verità e ciò che è fake, la società rischia di subire un’informazione ancor più distorta di quanto già non accada adesso.
Una possibile soluzione per i blog potrebbe  essere un codice di autoregolamentazione accompagnato da una sorta di certificazione o bollino da parte di associazioni di categoria, che però al momento sono pochissime (food, travel o assistenti virtuali ad esempio)! 
 
E voi avete in mente altri modi per combattere le bufale?