contenuti gratuiti in rete 1

La saturazione della conoscenza gratuita in rete. Impari o accumuli solamente?

Esperienze

La società moderna di oggi non solo produce e consuma troppi vestiti, cibo o elettronica, ma anche conoscenza, intesa come contenuti in rete e off-line.

Nella vita reale qualche volta siamo obbligate a svuotare la cantina 😉 e decidere cosa facciamo con gli oggetti accumulati: ricicliamo, regaliamo, buttiamo o ancora… li teniamo perché ci siamo affezionate o per la speranza che un domani ci sarà utile.

Contenuti online

In rete tutto si complica per due motivi: il primo è che in apparenza non ci sono i limiti di spazio e il secondo che tanti elementi si possono avere a gratis.

Proprio perché siamo giunti alla saturazione dei contenuti in rete è molto difficile emergere con i propri e per questo motivo le varie strategie sostengono che offrire qualcosa gratuitamente è il modo migliore per attirare l’attenzione.

Il risultato è che tutti offrono gratuitamente qualcosa: un e-book, una check-list, un mini corso, un podcast, un video, un pezzo del libro, eccetera. Le possibilità sono numerosissime e le ho spiegate in due articoli che riguardano la newsletter (Cosa offrire a chi si iscrive alla newsletter e con quale programma realizzarlo e Le newsletter che funzionano).

Risorse gratuite (o quasi) in rete

Da un lato grazie a questa tendenza ci sono tanti contenuti gratuiti in rete o poco costosi, pubblicati anche dagli esperti, che ci permettono di crescere dal punto di vista professionale senza spendere troppo denaro. Dall’altro lato… sono troppi, ci distraggono, ci incasinano le idee, ci fanno sentire piccole perché sembra che sappiamo ancora troppo poco per poter lanciare il proprio progetto.

Continuiamo a salvare sull’applicazione Pocket gli articoli da leggere “dopo”, dopo che per la maggior parte degli articoli non arriva mai perché non abbiamo tempo oppure non arriveremo mai al punto di avere bisogno delle informazioni dell’articolo, ma intanto sappiamo che è li 😉 . 

Ci iscriviamo ai corsi di formazione, ma qualche volta dimentichiamo che non basta iscriversi e sfogliare i manuali per imparare davvero.

Continuiamo a scaricare gli e-book gratuiti per imparare a scrivere meglio, a usare WordPress, Social, Seo, eccetera. Tutto per essere ancora più brave, perfette, partire pronte e fare pochi errori.

Continuammo a scaricare sul telefonino i podcast per ascoltare o i video per guardare.

Quanti post sponsorizzati si trovano su Facebook per promuovere i contenuti gratuiti? Tantissimi! Ne vedo ogni giorno un bel po’ forse perché visualizzo i contenuti in inglese, francese, polacco e italiano 😀 . Me la sono cercata un po’, he?

Accumuliamo e divoriamo i contenuti.

Buona parte di questi contenuti non li metteremo mai in pratica. Li leggiamo, li ascoltiamo, li divoriamo, ma nella maggior parte dei casi non li proveremo  perché invece di provare prenderemo un nuovo e-book, podcast, libro o video da guardare.

Più accumuliamo e divoriamo meno tempo abbiamo per sperimentare, testare e imparare dai propri errori.

E’ più semplice ascoltare un nuovo podcast o sfogliare un’e-book che prendere la reflex, andare fuori e provare le impostazioni per vedere sotto quale angolazione viene meglio la foto. O prendere un foglio di carta e disegnare le soluzioni proposte e vedere se davvero ci possono aiutare ad andare avanti.

Learn as you go

Sono sostenitrice dell’idea learn as you gos’impara facendo, ma ovviamente anche a me è capitato il periodo di accumulare e divorare la conoscenza invece di sperimentarla. Se mi segui sai che spesso ascolto i podcast perché è un metodo semplice per imparare facendo anche altro (nel mio caso guidando la macchina mentre vado al lavoro). Continuare ad ascoltare non mi faceva però davvero imparare, ma confondere le idee, perché 4 – 5 podcast a settimana erano decisamente troppi! Non avevo il tempo per assimilare le informazioni, provare a fare e, a dire la verità, alcune delle informazioni non erano, al momento, neanche utili, ma in ogni caso mi occupavano la testa, mi incuriosivano, le volevo approfondire, anche se non era il momento per me e per il mio blog.

Invece di concentrarmi su quello che in questo momento posso fare con le risorse che ho (leggi il post: Strategia per un blog personale), io studiavo altro perché era più piacevole 😀 .

Attualmente ascolto solo alcune puntate del podcast di Amy Porterfield che è assolutamente favolosa.

Troppa conoscenza può danneggiare il nostro percorso. Bisogna imparare a selezionare le informazioni che servono in questo determinato momento e nel prossimo futuro e implementare al più presto ciò che si è imparato. Altrimenti che senso ha abbuffarsi di conoscenze?

Cerco di studiare, ma ancora di più cerco di utilizzare ciò che ho appreso perché solo così ho l’impressione che cambi qualcosa nel mio percorso.

E tu? Ti abbuffi di conoscenza o sperimenti, osservi e a piccoli passi acquisisci davvero le competenze nuove?

A presto.
Agnieszka

  • Samanta Giambarresi

    Il problema che diventi satura non entra più niente e, naturalmente, inglobando troppe informazioni o li dimentichi o come dicevi tu, ti confondi!

  • Infatti a me succede proprio questo: accumulo, leggo male, mi confondo e mi convinco di non essere in grado di gestire il mio blog come dovrei. Infatti ho smesso di cercare contenuti che non mi servono sul momento, ho fiducia nel fatto che imparerò quando avrò bisogno di farlo. Nessun blog è perfetto 🙂

  • Claudia Boccini

    Hai colto nel segno, almeno per quel che mi riguarda! Ho un hard disk pieno di pdf formativi ed informativi, un comodino con una torre di libri che riesco a leggere a rilento e continuo ad andare alla ricerca di ulteriori informazioni da divorare, senza dar loro il tempo di sedimentare ed essere assimilate. Mi dico sempre: questo fine settimana, il prossimo mese, questa estate mi ritaglio il tempo per leggere, studiare, mettere in pratica ma non sempre i programmi vanno a buon fine. Però io credo che a forza d leggere qualcosa resti ed alla fine l’insieme complessivo delle informazioni – sia pure superficiali – torna utile al momento giusto e aiuta a confrontarsi con metodi diversi di approccio.

  • Consolata Plantone

    Tutto vero! dalla A alla Z! la facilità di accesso ha fatto sì che ci sia questa indigestione! Ma, e soprattutto, è la paura di sbagliare che fa sì che ci si sia questa ricerca ossessiva della “formula magica” qualunque essa sia, in qualsiasi campo. Posizionamento, immagine, numeri, audicence, follower… e così via… ed il tempo vola via, senza concludere o arrendersi alla prima difficoltà.
    Per me è stata grande maestra mia nonna: chi non sa fare non sa comandare!
    Così anche la ricerca deve essere giustamente seguita dalla sperimentazione; questo passaggio deve essere obbligatorio, non solo per una crescita personale/professionale ma oserei dire sociale in quanto è solo attraverso questa che c’è poi innovazione. Altrimenti resterà sempre e solo riproduzione piatta.