Phygital influence marketing raccontato da Marina Sciarrino fondatrice di Brandorbi

Marketing

Il post di oggi inaugura una nuova rubrica sul mio blog, quella delle interviste con delle ragazze determinate, appassionate e digitali.

Quelle che non solo non hanno mollato le loro idee, ma hanno saputo trasformarle in un business. Quelle che usano la rete con facilità per scopi professionali e non potrebbero più farne a meno.

Quelle che hanno capito ed apprezzato il mondo virtuale. Perché virtuale non significa scappare dalla realtà! Significa ampliare le possibilità e andare ovunque.

Oggi ti faccio conoscere la prima di loro, Marina Sciarrino, cofondatrice della start-up italiana Brandorbi.

La prima piattaforma in Italia di phygital influence marketing in sharing economy.

Phygital significa l’arte di combinare il fisico con digitale. Aggiungi le parole marketing e influencer ed ecco la formula di Brandorbi. Un progetto che usa il mondo digitale per valorizzare le relazioni interpersonali nel mondo reale. 

La piattaforma è anche un metodo per far guadagnare i blogger che hanno la loro cerchia di lettori affezionati!

Il post di oggi non è sponsorizzato. Semplicemente mi piace scoprire le nuove opportunità e condividerle! Chi mi legge lo sa benissimo che scelgo sempre con molta accuratezza i contenuti da pubblicare. 

Rringrazio Marina Sciarrino per la sua disponibilità a rispondere alle mie domande, in quanto consapevole degli impegni delle persone che stanno sviluppando progetti.

Buongiorno Marina, mi fa molto piacere poter fare un’intervista con te. Fatti conoscere ai miei lettori. Chi sei, che formazione hai seguito e che cosa ti appassiona nella vita.

Sono italo-francese, laureata in Architettura ed appassionata di innovazione. Sono piuttosto riservata e mi autodefinisco una early adopter compulsiva di tecnologia, da lettrice vorace di libri sono diventata attualmente ascoltatrice vorace di video-corsi in lingua originale. I miei campi di interesse sono formazione, tecnologia, design, parity gender. Amo coinvolgermi in associazioni legate a questi argomenti.

Come e quando è nata l’iniziativa Brandorbi e da dove deriva il nome?

L’idea imprenditoriale nasce nel 2015 dall’analisi delle necessità commerciali delle aziende e delle tendenze di evoluzione dei mezzi di comunicazione nonché dalla crescita del fenomeno dell’influence marketing reso accessibile a tutti. Il progetto vuole valorizzare le relazioni umane, un elemento, non solo intramontabile, ma efficace in ogni settore di business.

Il nome Brandorbi deriva deriva da Brand e da Orbis che in latino indica ovunque. L’idea è quella che il brand può essere presente in modo capillare.

In che cosa consiste la vostra idea?

La piattaforma traduce in business la riscoperta della relazione tra persone, investendo su una logica “phygital”, logica di flusso dal mondo digitale al mondo fisico.

Sostanzialmente la piattaforma è un marketplace in cui gli utenti, a titolo privato o professionale, si rendono disponibili ad organizzare per il brand, dietro compenso, una serata fisica, un private party, dedicata alla scoperta del brand stesso.

Brandorbi offre da un lato possibilità di guadagno e divertimento per gli utenti e dall’altro uno strumento innovativo di comunicazione e marketing a disposizione delle imprese per generare in modo efficacemente naturale passaparola, engagement ed influence marketing.

Per lanciarla avete fruito di finanziamenti pubblici oppure privati? Quali costi bisogna sostenere per lanciare un’idea virtuale della portata simile?

Il mio socio, Gianluca Sansone, ed io, in qualità di co-fondatori, sosteniamo attualmente i costi del progetto ma il fabbisogno finanziario per lo sviluppo completo della piattaforma informatica richiede fondi molto elevati, cosi come la gestione a larga scala e la comunicazione internazionale del progetto necessita di finanziamenti pubblici o privati adeguati e del sostegno di business angels.

Chi vi ha aiutato e motivato nell’impresa?

Sicuramente la dedizione e sinergia dei fondatori è fondamentale per sostenere l’avanzamento del progetto, pianificarlo e strutturare ogni aspetto del modello di business, nonché essere circondati da persone competenti, che apportano validi consigli ed aiuto pratico.

Arriviamo a Brandorbi. Mi piace molto iniziativa, la trovo molto italiana!

Grazie, sicuramente gli italiani hanno un senso sviluppato dell’ospitalità, della relazione umana e del saper vivere.

Perché pensi che sia un’applicazione di successo? Perché sia le aziende che le persone dovrebbero volerla utilizzare? Quali sono i suoi punti forti?

Brandorbi propone e realizza la prima piattaforma di phygital influence marketing in sharing economy. Da un lato le aziende hanno bisogno di incontrare fisicamente i propri utenti, senza dover gestire costi estremamente elevati poco scalabili e logistica complessa degli eventi fieristici. Hanno comunque bisogno di creare brand awareness e generare efficacemente e naturalmente passaparola, in modo mirato e non solo digitalmente.

Dall’altro i consumatori e gli utilizzatori della sharing economy hanno bisogno di guadagni complementari gratificanti e non associati ad azioni noiose, hanno inoltre bisogno di riconoscimento sui socials e di scoprire e toccare nuovi prodotti e servizi, vivendo un’esperienza.

Brandorbi si pone come uno strumento di marketing rivoluzionario nel mondo della pubblicità e punta sulle passioni, come altre piattaforme digitali, ma soprattutto mira all’incontro fisico, al contatto umano tra le persone.

La piattaforma permette di far emergere le competenze in termini di sfera di influenza, capacità di socializzazione di personalità sensibili alle novità, questo in modo diffuso sul territorio.

Questi elementi le danno una carica innovativa che riscontra attenzioni positive, Brandorbi è stata selezionata a competizioni nazionali ed internazionali tra le quali la Pioneers di Vienna 2016 tra le 500 startup più promettenti del mondo, partecipato alla selezione lombarda di Startup Europe Awards, speaker al Tavolo Giovani in Camera di Commercio per l’Innovazione Sociale, e le è stato assegnato il Premio Territoriale Teseo come migliore giovane esperienza imprenditoriale innovativa di Milano che verrà consegnato ad aprile.

Tutti possono diventare degli influencer e organizzare gli eventi oppure è riservato alle sole persone con delle relazioni ampie?

Fra gli obiettivi di Brandorbi vi è quello di rendere possibile a tutti coloro che sono stimati da una cerchia di conoscenti, con doti organizzative e comunicative e con interessi reali nei campi di interessi nei quali si dichiarano di diventare influencer. Perché l’influenza più autentica è l’interesse o la curiosità verso un prodotto o servizio manifestata presso la propria cerchia di conoscenza. Gli eventi standards esistono in quattro dimensioni possibili: one to one, con 5-8 amici, con 9-15 amici, con 16-25 amici, proprio perché si punta ad una serata conviviale.

I blogger avendo la loro cerchia di lettori ben definiti potrebbero organizzare degli eventi più mirati. Sono in qualche modo privilegiati?

Sono sicuramente messi in evidenza perchè i blogger, intesi come personalità in grado di comunicare informazioni di valore ed utilità per i loro lettori, hanno sicuramente un’attitudine alla comunicazione e mettono in evidenza personalità ed interessi specifici. Sono quindi istintivamente più portati al personal branding ed a presentarsi in modo più attraente per le aziende, per le quali organizzeranno la serata. Sulla piattaforma vi è una scheda dedicata alle informazioni dei profili digitale degli utenti iscritti, che influenza il ranking espresso in “coppe” vicino al profilo.

Come si svolgono gli eventi? Bisogna vendere i prodotti oppure solo presentarli? Come l’azienda può valutare l’impatto dell’evento?

Gli eventi si svolgono all’insegna della convivialità. L’Host è difatti colui che organizza gli inviti ad accoglie amici ed il Brand, come se fosse un invitato vip, a cui viene dato spazio e possibilità di presentarsi. Spetta al Brand preparare la sua comunicazione ed impostare il racconto, intervallandolo a momenti di scambi e libera conversazione.

L’Host non ha assolutamente il compito di vendere, egli ha ricevuto informazioni sul Brand e l’argomento della serata al momento della richiesta di prenotazione da parte del Brand, quindi anch’egli scopre di più insieme ai suoi ospiti durante la serata.

Il suo compito è introdurre il Brand e dargli la parola, vegliando al buon prosieguo della serata e dando all’azienda l’opportunità di coinvolgere i partecipanti nella presentazione, offrendo loro un’esperienza esclusiva. Dopo l’evento sia Brand che Host rispondono al sondaggio di Brandorbi; ogni azienda valuterà gli effetti della serata in termini di brand awareness, secondo i propri obiettivi di comunicazione.

 

Puoi svelare i prossimi progetti per Brandorbi?

Ci sono dei servizi complementari che saranno implementati sulla piattaforma e che offriranno un valore aggiunto molto interessante di utilità per i brands e beneficio per gli Hosts.

Inoltre sviluppiamo, sul blog annesso alla piattaforma, consigli utili per gli utenti per accompagnarli nella compilazione del profilo nonchè informare gli interessati ad iscriversi come Host sulla piattaforma.


Grazie per l’intervista!

Se vuoi scoprire la prima piattaforma italiana di phygital influence marketing, conoscere i maggiori dettagli e iniziare ad organizzare gli eventi per i vari brand, visita il sito di Brandorbi.

Spero che questa nuova rubrica sul mio blog ti possa piacere e fornirti le informazioni e spunti interessanti.

Alla prossima!
Agnieszka

  • Loredana Amodeo

    La rubrica che mancava! La seguirò con piacere. E complimenti a Marina!

    • Grazie! Prometto che la renderò molto carina, utile e piena di ispirazioni. La prossima intervista sarà con una nomade digitale ;).