Facebook penalizza le pagine

Tre tipi di post per i quali Facebook penalizza le pagine

Marketing

Coinvolgere il proprio pubblico è un imperativo su Facebook. Tutti gli esperti del settore dicono che bisogna pubblicare i contenuti interessanti e raccontare delle storie per provocare le emozioni che scatenano le reazioni dei propri follower: like, cuoricini, commenti o condivisioni. Bisogna avere un piano editoriale, bisogna essere creativi, presenti e sempre pronti a rispondere anche ai commenti. Manco siamo così creative con i mariti figuriamoci con Zuckerberg 😉 .

Un paio di parole le ho spese pure io pubblicando diversi post dedicati alla gestione della pagina Facebook e tra quelli ti consiglio È vero che la pubblicità su Facebook fa crescere il blog? Ho analizzato il feed di Facebook, ossia in che modo social di Zuckerberg ci mostra i contenuti e perché alcuni proprio non li visualizza.

Tre tipi di post per i quali Facebook penalizza le pagine

Oggi invece condivido con te i tipi di post che da questa settimana Facebook inizierà a nascondere e, se le pagine continueranno a pubblicarli, penalizzerano la visibilità organica dell’intera pagina.

Facebook vuole avere i contenuti sempre più di qualità perché in questo modo riesce maggiormente a coinvolgere sul proprio canale gli utenti. Loro entrano su Facebook per nulla, per scrollare la bacheca, per girare tra i gruppi, per dire ciao agli amici virtuali, semplicemente per passare il tempo spesso inutilmente e Facebook è progettato specificamente per aiutarli in questa opera 😉 . Naturalmente più contenuti interessanti trovano più difficilmente escono. Lo scopo di Facebook è di far rimanere i propri utenti dentro e tenerli a lungo tra i contenuti pubblicati.

E chi fornisce i contenuti su Facebook? Naturalmente nella maggior parte dei casi sono le pagine che per crescere spesso utilizzano alcuni metodi, trucchi e piccoli inganni.

Click baiting per aumentare il coinvolgimento

Per far notare il proprio post una volta alcune pagine utilizzavano il sistema di click baiting, ossia mettevano il link ad un post al quale modificavano il titolo del link per renderlo più accattivante, meno vero, più scandaloso per far salire le emozioni ai follower. E loro ci cascavano e cliccavano per poi scoprire che non ne valeva la pena. Che la notizia non c’entra nulla con il titolo accattivante e le immagini promesse. Come nel caso riportato sotto. L’aspettativa era di vedere Kate come mai nessuno l’ha vista prima e invece visualizziamo le sue foto quotidiane della vita prima di diventare una principessa. Nulla di che per chi si aspettava le immagini un po’ scandalose!

Click baiting diventa virale

Ma intanto le persone cliccavano incuriosite e quindi, seguendo il ragionamento dell’algoritmo di Facebook, ci doveva essere qualcosa di interessante, e quindi Facebook lo mostrava a più persone e ancora più persone. Così il post con una notizia non proprio vera diventava virale.

Facebook si è accorto di questo gioco e un po’ di tempo fa ha tolto la possibilità di modificare la descrizione dei link (ora possibile solo ai domini verificati). Bye, bye clickbaiting per aumentare il coinvolgimento su Facebook in modo così spudorato.

Per quali tipi di post Facebook penalizzerà le pagine?

Da questa settimana Facebook va oltre e inizierà a penalizzare le pagine che utilizzano spesso i trucchi mendicando like, condivisioni e commenti per ingannare l’algoritmo e aumentare la portata organica dei post.

Sicuramente li hai visti, si chiamano tag, comment o share baiting e chiedono ai follower di compiere un’azione, ma senza che ci sia un contenuto di valore dietro. Lo scopo di questi post è scatenare le reazioni per far diventare il post virale su Facebook. Sappiamo che più reazioni ci sono più il post è visualizzato agli altri e quindi questo fa sì che i contenuti di spam girino su Facebook senza che ci sia la possibilità di fermarli, una volta diventati virali.

Se non vuoi essere penalizzata ti sconsiglio di pubblicare sulla pagina questi tre tipi di contenuti:

  • I post con tag baiting chiedendo ai propri follower di taggare per qualche motivo nei commenti una persona.

  • I post con comment baiting chiedendo ai propri follower di commentare il post.

  • I post con share baiting chiedendo ai propri follower di condividere per qualche motivo il post.

Le penalizzazioni non riguarderanno i post che fanno delle domande vere, chiedono aiuto o il sostegno per una causa quali le raccolte fondi oppure ai post dietro i quali ci sono comunque i contenuti di qualità!

Ora mi chiedo come farà un algoritmo a distinguere un contenuto di qualità e se penalizzerà i miei post preferiti, ossia quelli con una domanda sul prossimo articolo sul blog da pubblicare?

Mi si vuole dire che sto mendicando le reazioni 😀 ?

A presto!
Agnieszka