Come collaborare con le case editrici

Come collaborare con case editrici, testate giornalistiche e blog. Intervista con Agnese Tortosa.

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Non so quando ho deciso di trasformare gli appunti del mio corso di formazione sul blogging in un e-book. L’opera mi sembrava abbastanza semplice perché avevo tutto il materiale già pronto: le slides e le lezioni scritte. Quando ho finito tra dicembre e gennaio a mettere a posto il file di circa 150 pagine dell’e-book mi sono messa le mani nei cappelli perché mi rendevo conto di aver bisogno di un aiuto per sistemare il tutto. Così grazie al passaparola ho trovato Agnese Tortosa, una freelance che collabora con case editrici, testate giornalistiche e blog per grafica, traduzione, editing e correzione di bozze.
Dopo che Agnese mi ha restituito il primo giro di bozze del libro ho visto quanto lavoro ha già fatto lei e quanto ne restava ancora per migliorare la lettura del testo. A dire la verità non ho immaginato quanto è importante il lavoro di chi corregge le bozze. Oggi cito la frase di un programma di vestiti famoso e per i miei infoprodotti, corsi o e-book futuri dico “Mai più senza… una correttrice e digital publisher”!

Visto che il self-publishing è un fenomeno sempre in crescita, anche in Italia, ho pensato di presentarti la professione di chi sta spesso dietro ai libri e agli e-book che leggiamo!

Buona lettura e ti aspetto nei commenti per sapere se avete già pubblicato qualcosa di vostro e se vi siete appoggiate ad un servizio di correzione professionale.

Racconta alle mie lettrici qualcosa di te.

Mi sento sempre un po’ in imbarazzo quando mi chiedono di parlare di me, perché non so mai se quello che dirò è troppo, troppo poco, se risulterà interessante e se davvero può essere utile per far avere un’idea di chi sono a chi legge… però non mi tiro mai indietro!

Sono una jazzofila incallita. Quando avevo diciotto anni i miei amici andavano in discoteca, io invece io passavo i miei sabato sera nei jazz club, dove l’età media era ottanta. L’amore per il jazz mi ha fatto appassionare al Lindy Hop, un ballo nato ad Harlem negli anni ’20/’30 del secolo scorso, basato sullo swing. In generale mi definisco l’anti-sport per eccellenza, a parte il Lindy, l’unico movimento sportivo che riesco a fare è il saluto al sole. Ho due cani, entrambi arrivati nella mia vita per caso: la femmina l’ho incontrata che girovagava per Roma, il maschio mentre facevo volontariato in un canile a New York – e poi l’ho portato in Italia con me.

Mi diletto a scrivere poesie in romanesco, mentre le cose serie le scrivo in italiano o in inglese. In questo momento sto studiando recitazione in un’accademia, ma ancora non ho deciso se voglio fare l’attrice o la sceneggiatrice. Leggo e scrivo tanto, ovunque, ma il mio momento preferito è la notte, mentre gli altri dormono, e c’è quel giusto silenzio che mi aiuta a conciliare i pensieri, a metterli in ordine, e a farli diventare parole.

Che percorso di studi e di lavoro hai fatto per avere la professionalità che hai oggi?

Appena concluso il liceo ero in dubbio se iscrivermi all’accademia di arte drammatica, oppure all’università nella facoltà di lettere. Essendo entrambe mie grandi passioni è stata dura scegliere, ma alla fine ho optato per la carriera universitaria, e mi sono laureata in Editoria e Giornalismo. Mentre studiavo collaboravo come traduttrice spagnolo-italiano per una piccola casa editrice romana che aveva in carico dei fascicoli per ragazzi che uscivano mensilmente in edicola.

Purtroppo gli anni successivi alla laurea non sono stati fruttuosi in termini lavorativi perché non sono riuscita a trovare un impiego nel mio campo, così ho svolto altri lavori, e poi mi sono trasferita all’estero. È proprio nel mio anno a New York che mi sono riavvicinata alla scrittura, aprendo il blog Una romana a New York che mi ha dato la possibilità di conoscere dei bellissimi progetti, uno fra tutti Donne che Emigrano all’Estero, per il quale ho collaborato per entrambi i libri (correzione di bozza per il libro “Storie di Italiane nel mondo” ed editing e correzione di bozza per il libro “Espatrio, le paure e il coraggio delle donne”).

Una volta rientrata in Italia ho voluto approfondire le mie conoscenze professionali e arricchirle, quindi ho conseguito la certificazione di Digital Publisher e di Redattore.

Nel frattempo, da freelance, collaboro come grafica, traduttrice, editor e correttrice di bozze per case editrici, testate e blog.

Quali opportunità di lavoro hanno le persone che fanno oggi il tuo percorso di studi?

A malincuore devo rispondere che il settore dell’editoria è piuttosto fermo, almeno qui in Italia. I giovani che si sono laureati sei anni fa, come me, hanno avuto non poche difficoltà a trovare un posto fisso, e tanti ancora vanno avanti con contratti da stagisti. Questo è il motivo per il quale ho deciso di essere una freelance, e collaborare da esterna con le case editrici. Non volevo rinunciare a fare della mia passione un lavoro, ma se Maometto non va alla montagna…

Recentemente hai ottenuto la certificazione di Digital Publisher, potresti spiegare di che certificazione si tratta e come aumenta la tua posizione sul mercato?

Il Digital Publisher è un grafico impaginatore in grado di trasformare un file di testo in un e-book. Non sono mai stata restìa all’avvento del digitale in ambito editoriale in quanto l’amore per la carta stampata è indiscutibile, come è indiscutibile anche la comodità di viaggiare con centinaia di libri racchiusi in un supporto da 200 grammi. Per non parlare del fatto che se si usa l’e-book per leggere in un’altra lingua, basta avere un vocabolario tra i propri testi per cercare il significato di una parola mentre la si legge.

In questo momento il mercato digitale è in espansione, le case editrici stanno pian piano convertendo tutti i loro cataloghi in digitale, e il formato epub è in continuo sviluppo; adesso l’epub3 è la nuova frontiera, con inserti multimediali video, audio e interattività.

In cosa consiste il tuo lavoro tra correggere le bozze, fare editing e creare gli e-book. Qual è la differenza tra queste attività?

Quando un autore conclude un manoscritto, questo testo prima di essere messo sul mercato deve attraversare delle fasi di “controllo e impacchettamento”, diciamo così. Il primo step è l’editing, ovvero la revisione in termini redazionali del testo: cosa funziona, cosa potrebbe funzionare meglio, quale concetto andrebbe espresso meglio, cosa potrebbe essere tagliato e cosa invece ampliato.

Una volta fatto questo lavoro, decisamente il più impegnativo, si passa alla correzione di bozze, ovvero si controllano i refusi: un’inversione di parole, una ripetizione di troppo, delle virgolette sbagliate, una lettera in corsivo saltata, una maiuscola che sfugge, una virgola nel posto sbagliato, uno spelling errato, ecc. A questo punto il testo è pronto per essere impaginato per la tipografia, per il digitale, o per entrambi.

Sei una freelance, come organizzi il lavoro per riuscire a seguire più clienti contemporaneamente e soprattutto come li trovi?

L’organizzazione quando sei un freelance è tutto, specialmente se si lavora da casa. Ogni giorno so che dedicherò tot ore a quella traduzione, tot a quell’editing, tot a quell’impaginazione, e così via. La difficoltà maggiore sta nel rispettare questa scaletta perché poi nel concreto è difficile distribuire il tempo in maniera così schematica.

Quando si ha a che fare con i testi, qualsiasi sia il lavoro che bisogna farci, è come un dipinto, o una composizione musicale, sai quando cominci ma, quello che succede nel mentre è imprevedibile. Ad ogni modo cerco sempre di andare per ordine e di rispettare le consegne. Per quanto riguarda i clienti invece, il passaparola è il mio miglior alleato!

Che tipi di testi correggi (intendo libri, testi specialistici di quali settori)?

Mi occupo prevalentemente di manualistica, ma anche di romanzi, raccolte di racconti, tesi e articoli giornalistici.

Ti è capitato di collaborare con dei blogger che auto pubblicano i libri?

Sì, mi è successo diverse volte. In quel caso il lavoro è un po’ diverso perché lo stile di scrittura di un blogger non è quello di un romanziere. Il blogger è abituato a scrivere post, che di per sé devono essere concisi e andare dritti al punto, quindi a volte è troppo schematico e sintetico, mentre magari chi scrive romanzi è più portato a danzare sulle parole, a volte anche troppo! Ma la soddisfazione di vedere pubblicato il libro di un emergente che crede in me, nell’aiuto che posso dare per modellare il testo da lui concepito, è una delle parti più belle del mio lavoro.

Grazie Agnese per aver condiviso la tua esperienze con le mie lettrici!

Grazie a te per la possibilità di far conoscere la mia professione.


Ecco il blog di Agnese: Una Romana a New York dove condivideva le sue esperienze sulla scoperta della città americana (il suo blog è un po’ fermo, ma ci tiene a riprenderlo in mano). Se vuoi approfondire la sua carriera professionale ti consiglio di visitare il suo profilo su LinkedIn.

Su questa pagina: Mio libro sul blogging e web marketing troverai le informazioni sull’ebook per il quale Agnese collabora con me!
A presto,
Agnieszka