Quando creare un gruppo su Facebook e come gestirlo

Blogging

Le previsioni riguardanti Facebook mormorano che, in futuro, i gruppi saranno uno dei pochi strumenti per coinvolgere i propri follower, che le pagine avranno sempre meno visibilità organica (quella gratuita) e che, allo stesso tempo, non tutti vorranno oppure sapranno sfruttare il proprio account personale per comunicare ciò che hanno da dire.

Io non so se questo sia vero oppure no. Che le pagine abbiano poca visibilità dipende molto da ciò che si pubblica e da come lo si fa. Personalmente, io non vedo tutto questo calo di visibilità della mia pagina e, se succede, è perché io stessa sono stata poco attiva nelle settimane precedenti. Ho già affrontato più e più volte il tema delle pagine e in questo post puoi trovare le informazioni in merito: Come far crescere la pagina Facebook di un blog in modo etico.

Gruppi su Facebook

Oggi, però, ti vorrei parlare dei gruppi su Facebook per aiutarti a capire se, per il tuo blog, questo possa essere un modo giusto per coinvolgere i tuoi lettori.

Mi permetto di parlare dei gruppi perché a novembre del 2016, poco dopo il lancio del mio blog Combinando, ho creato Progetto Blog. Un gruppo su Facebook dedicato alle blogger italiane che hanno bisogno di confrontarsi, necessitano di chiarimenti e sono disponibili a fare rete (non tutte sono disponibili).

Oggi, il gruppo conta più di 1600 blogger e mi viene spesso scritto che è uno dei migliori su Facebook per chi vuole confrontarsi sulle tematiche legate al blogging.

Gruppo Progetto Blog

Dietro questo piccolo risultato ci sono stati tantissimo lavoro, ragionamenti, osservazioni e tempo, che non avevo ma che toglievo spesso ad altro: pubblicavo meno sulla pagina e anche sul blog, e trascuravo altri social (Twitter o Pinterest). Nel primo anno non pubblicavo nel gruppo neanche i link ai miei post del blog. Una follia, lo so; ora lo faccio, ma neanche con tutti i post: solo con quelli che ritengo particolarmente interessanti per chi è nel gruppo.

Con il tempo, alcune ragazze hanno iniziato informalmente ad aiutarmi a gestire il gruppo, altre spesso condividono le proprie esperienze su corsi di formazione, libri, strumenti, programmi, eccetera, proprio nello spirito della condivisione e del fare rete.

Un gruppo può essere vantaggioso per il tuo blog?

Dipende da tanti fattori. Se non hai tempo per promuoverlo e gestirlo, non sai perché lo apri e non hai nulla da condividere in più rispetto ai post del blog, direi che non ha molto senso, perché poco dopo il lancio ti porterebbe solo frustrazione.

Quando si lancia un gruppo, bisogna essere estremamente sincere con se stesse! Se lo vuoi aprire solo per promuoverti ulteriormente, perché la visibilità della pagina è calata di brutto, non c’è problema… Ma studia bene come farlo! Analizza cosa le persone del tuo target cercano e non trovano negli altri gruppi, e offrilo attraverso il tuo.

Io, ad esempio, sapevo che di gruppi sul blogging ce ne fossero tanti perché mi sono iscritta a parecchi, ma ho notato che, spesso, questi sono delle bacheche di spam oppure di auto promozione per vendere corsi, libri o prodotti senza offrire nulla ai partecipanti! In questi gruppi, poche volte ho visto davvero fare rete e portare avanti le iniziative comuni, oppure stringere rapporti con gli altri membri.

Di per sé non mi disturba assolutamente quando l’admin crea il gruppo per promuovere i suoi servizi e prodotti, so bene quanto tempo ci voglia per gestire bene il gruppo; ma, secondo me, nessun gruppo andrà avanti a lungo se finalizzato esclusivamente alla vendita. Infatti in Polonia di gruppi così ce ne sono parecchi, ma sono gruppi di altissimo valore aggiunto anche per chi non comprerà mai nulla.

Perché creare un gruppo su Facebook?

Ci sono vari motivi per creare un gruppo e anche dei vantaggi; eccone alcuni

Relazioni

È proprio nei gruppi che si stringono relazioni con le persone. Essendo un luogo virtuale meno formale rispetto alla pagina, le persone si sentono più sciolte perché sanno che sono nel posto dove gli altri condividono gli stessi interessi. Un gruppo è il luogo di discussione, di sostegno, di assistenza, e ciò è molto prezioso per chi crea il gruppo, perché spesso si leggono i problemi e i successi di chi affronta i temi di nostro interesse.

Visibilità

Anche se non ti promuovi direttamente nel gruppo, ma rendi attivi i suoi membri grazie alle tue attività di animazione, la visibilità del tuo blog aumenterà in modo naturale perché le persone, prima di andare altrove, andranno a leggere ciò che tu proponi sapendo che dopo potranno anche tornare nel gruppo per chiederti delucidazioni o maggiori dettagli. Nel gruppo ci sono le persone che leggono il tuo blog, e capiterà che risponderanno alle domande di altre persone linkando proprio i post del tuo blog.

Feedback

Grazie al gruppo, saprai quasi in tempo reale cosa pensano le persone di ciò che fai e se questo effettivamente risponde ai loro bisogni.

Analisi di mercato

Una cosa molto noiosa, ma molto utile per sapere se ciò che abbiamo intenzione di fare può piacere o meno. Invece che preparare formulari da compilare e sottoporre a non si sa chi, ogni tanto possiamo fare nel gruppo domande brevi e mirate. I partecipanti sicuramente risponderanno.

Comunicazione

Un gruppo è un modo semplicismo per comunicare con le persone, ed è meno invasivo rispetto alla newsletter. Questo ti permette anche di restare in contatto con le persone e di relazionarti con loro in un modo che altri strumenti, come ad esempio un canale di Telegram o una newsletter, non permettono. Nel gruppo puoi pubblicare tutti i giorni differenziando i contenuti, e nessuno ne sarà disturbato se sono contenuti interessanti (mirati a consigliare, aiutare, motivare, eccetera).

Cosa devi sapere prima di lanciare un gruppo su Facebook

Quanto tempo puoi dedicargli

All’inizio sarà tantissimo, perché non solo devi promuoverlo, ma anche gestirlo… e farlo anche se dentro ci sono solo 10 persone. Se queste 10 persone sono soddisfatte e apprezzano il gruppo, lo segnaleranno ad altre. Se, in più, il tuo gruppo è di nicchia, grazie a queste segnalazioni ti arriveranno persone davvero interessate. L’errore che spesso si fa e quello di dirsi che con pochi membri non ha senso fare qualcosa, e quindi si continua a promuoverlo fuori, ma non lo si anima dentro. Quando si aggiunge la quota soddisfacente può risultare troppo tardi per rianimarlo: i membri non si sentono parte di un gruppo, magari hanno silenziato le notifiche e allora è la fine.

Come fare in modo che nel tuo gruppo ci siano le persone giuste

Per capirlo devi avere ben chiaro perché apri il gruppo, quindi dovrai conoscere il tuo obiettivo, che esso sia legato al blog o meno. Questo ti aiuterà a far entrare nel gruppo le persone giuste, perché non conta la quantità, ma la qualità! Più il gruppo è di qualità, più verrà segnalato ad altre persone dai membri stessi. Puoi fare fino a tre domande alle persone che chiedono di entrare nel gruppo. Io, ad esempio, non ammetto nel gruppo chi non ha risposto alle domande. Non ammetto i profili finti, anche se hanno risposto alle domande. Non ammetto gli esperti del settore di marketing che mi scrivono di essere alla ricerca di nuove opportunità. Avere nel gruppo solo persone interessate a ciò che succede nel gruppo stesso è la chiave per una buona riuscita!

Quali vantaggi offrire ai membri del gruppo

Che siano 10 oppure 10000, devono avere un motivo concreto per starci dentro ed essere attivi. Se hai aperto il gruppo per condividere i link dei tuoi post (e in più senza neanche un commento), direi che non è la direzione giusta. Cerca di capire quali possano essere i vantaggi di stare nel tuo gruppo, ad esempio: pubblicare contenuti unici che non pubblichi altrove, favorire la creazione di relazioni tra i membri, far trovare le risposte alle domande di settore, far scoprire le novità, eccetera.

Come creare il coinvolgimento

Il coinvolgimento non si crea da solo e, al momento di creare un gruppo, quasi tutte partiamo praticamente da zero. Certo che una blogger già affermata in rete avrà probabilmente più membri fin dall’inizio, ma per far crescere la community dovrà lavorare ugualmente. Potrei dire che è quasi più semplice creare il coinvolgimento quando si parte da poche persone e si aumenta progressivamente. In questo modo, i componenti hanno tempo per conoscersi un po’.

Questa è la copertina del mio gruppo Progetto Blog. 

In qualsiasi situazione, prima di lanciare un gruppo è meglio definire alcuni elementi:

  • Sarà un gruppo chiuso, aperto o segreto, e perché questa scelta?
  • Come ammetti i membri: quotidianamente oppure una volta ogni tot di settimane?
  • Quali regole di base devono essere rispettate?
  • Come comunichi le regole (copertina, post fissato in alto, video)?
  • Quali saranno gli appuntamenti fissi nel gruppo (eventi, iniziative), e perché proprio questi? I cicli dovrebbero essere collegati all’obiettivo del gruppo!
  • Come comunicherai con i partecipanti del gruppo: post, video, live? E con quale frequenza?

Come ho già scritto sopra, per funzionare il gruppo deve essere per te prioritario, almeno all’inizio e almeno fino a quando non inizierà ad alimentarsi da solo. Io mi ricordo ancora oggi la mia gioia quando vedevo alcune persone fare domande e altre rispondere, altre ancora linkare nelle risposte i miei post del blog oppure altri post anche a me sconosciuti; insomma, dare delle soluzioni a chi chiedeva. Ero soddisfatta perché vedevo condividere le soluzioni! Il gruppo stava funzionando e la mia presenza era necessaria, ma non più indispensabile.

Ciò che è molto importante in un gruppo è l’educazione. È vero che siamo nella realtà virtuale, ma quando le persone arrivano devono subito sentirsi bene, vedere che ciò che sta succedendo nel gruppo è positivo, che alle domande arrivano le risposte, che le persone sono gentili e che non si fanno delle polemiche inutili. Tutti possiamo avere una giornata storta, ma in rete spesso ci permettiamo molto di più con le persone. Starà a te dare dei limiti entro i quali i membri potranno agire nel gruppo.

Infine, ho chiesto ai membri del mio gruppo quali altri gruppi consigliano su Facebook, ed ecco le risposte!

  • SEO per Etsy –  per chi desidera approfondire la gestione di un negozio Etsy (che è difficilissima, a differenza di quello che si pensa!);
  • Amici dell’Islanda – per scambiare sogni, consigli e sensazioni.
  • A ciascuno la propria Grecia – per  mettere in contatto gli amanti della Grecia, chi l’ha già visitata molte volte, ma anche chi ancora non c’è mai stato.
  • Viaggi social – gruppo di discussione su esperienze, proposte, consigli e idee di viaggio.
  • Travel blogger italiane – gruppo di confronto per le donne che gestiscono un travel blog.
  • Bimby vegan – quindi ricette vegane con il robot d cucina bimby.
  • Lavoratori dell’arte contemporanea – un gruppo di nicchia per chi lavora con l’arte contemporanea.

A presto.
Agnieszka

P.S. Se hai ancora 5 minuti di tempo puoi leggere questo mio post che potrebbe esserti utile anche nell’ideazione del gruppo!

Come valutare e sviluppare le idee, i prodotti e i servizi che piacciono ai tuoi lettori