Quando il tuo blog diventa destination blog per comunicare il luogo dove vivi!

Blogging, Esperienze

Ci sono diverse categorie di blog e io, quando ho lanciato il mio primo blog in polacco sulla Valle d’Aosta – CiekawAosta (visita la pagina in italiano) – , non riuscivo a collocarmi in nessuna di esse!

Scrivevo solo della Valle d’Aosta, quindi di certo non ero una travel blogger. Il posto più lontano che sono andata a visitare era il castello di Savoia a Gressoney-Saint-Jean, a est, e Chamonix con la funivia Skyway, passando per Punta Helbronner e Aiguille du Midi, a ovest!

Il mio non era sicuramente un lifestyle blog: non ambivo a influenzare nessuno con il mio stile di vita montano ai piedi dei quattromila metri, anche perché la mia vita di certo non era da replicare da nessuno.

Destination blog - Valnontey a Cogne
Valnontey a Cogne

Dopo circa due anni da blogger e vari ragionamenti, ho capito che il mio era un destination blog!

Raccontavo ai polacchi il posto dove vivevo: i sentieri che percorrevo in montagna, la storia, le 100 sfumature di franco-provenzale, i luoghi sconosciuti, le persone che ci abitavano, le feste di paese, l’emozione di svegliarmi con la vista sulle montagne, il bilinguismo. Non raccontavo la mia vita personale, ma le mie esperienze e, successivamente, anche quelle degli altri, che decidevano di visitare la Valle d’Aosta dopo aver scoperto il mio blog.

Sono arrivata in Valle d’Aosta nel 2006, ma ci sono voluti sette anni prima che io aprissi il blog CiekawAosta (Aosta curiosa). L’ho fatto perché avevo voglia di far conoscere ai miei amici e connazionali la più piccola regione italiana, che in Polonia è davvero una terra sconosciuta.

Eppure la Valle d’Aosta è una regione molto cara ai polacchi, perché per molto tempo frequentata da Karol Wojtyła durante le sue vacanze estive trascorse a Les Combes. È anche conosciuta dagli alpinisti che scalano il Gran Paradiso e poi il Monte Bianco. Mi sono detta che ci sarebbe stato potenziale e che prima o poi il mio blog sarebbe stato letto. Non ho sbagliato: tantissimi dei miei post ancora oggi escono nei risultati di ricerca in prima pagina e mi portano lettori, anche se io non lo aggiorno da più di un anno (per mancanza di tempo). Ad oggi ci sono più di 250 articoli, più di 2000 immagini e 2000 commenti, io continuo a ricevere messaggi e, quando ero attiva, anche le immagini di chi aveva visitato la regione e i loro resoconti da pubblicare (non erano blogger, ma gente comune che, dopo aver scoperto il mio blog, voleva raccontare la propria esperienza).

Funivia Skyway che da Courmayeur porta a Punta Helbronner (3.466)
Funivia Skyway che da Courmayeur porta a Punta Helbronner (3.466)

Cos’è un destination blog, nello specifico?

È un tipo di blog attraverso il quale si racconta un determinato luogo con gli occhi di chi ci vive, di chi ha tempo di gustare con lentezza i posti, conosce i piccoli segreti e sa ciò che spesso i travel blogger non hanno il tempo di approfondire. L’autore di un destination blog sa semplicemente un sacco di cose e, quando non sa, sa comunque a chi di autorevole chiedere. A passo lento condivide luoghi, tradizioni, cucina, eventi.

Un destination blog può essere allo stesso tempo un blog di nicchia! Se scrivi in italiano e racconti una regione sola, oppure una grande città metropolitana, è meglio specializzarsi in qualche tema specifico: solo cibo, bambini, single, vita green, low cost, chic. Un destination blog generico in questi casi potrebbe non arrivare ai destinatari, in quanto troppo dispersivo.

Chi legge un destination blog?

In primis lo potrebbero leggere i tuoi amici o conoscenti e, se si parte bene, anche la popolazione locale (sempre che tu scriva nella lingua locale). Dopo non ci sono più limiti, perché ti potrebbero leggere tantissime persone che in qualche modo sono legate a quel posto: l’hanno già visitato, lo vorrebbero visitare, oppure ancora si sono affezionate a te.

Come fanno i lettori a trovare un destination blog in rete?

Quando decidono di visitare un posto, le persone iniziano a cercare informazioni su Google: ormai nessuno parte senza aver letto prima qualcosa. Questo presuppone, però, che le persone sappiano già prima dell’esistenza di questo luogo. La vera sfida è attirarli sul tuo blog quando non sanno ancora della sua esistenza! L’ho spiegato meglio nel mio libro “Appunti di blogging e di web marketing”!

Teatro romano ad Aosta
Teatro romano ad Aosta

Com’è strutturato il destination blog?

Ci sono tanti modi per organizzare un destination blog tra pagine, categorie e tag. Sicuramente devi pensare alla classica pagina About me per presentarti, e poi alle pagine “come arrivare” e “dove dormire”. Perché queste due ultime pagine? Perché molto spesso sono le prime informazioni che le persone cercano in rete quando desiderano visitare un luogo, e sappiamo che le pagine si posizionano meglio sui motori di ricerca rispetto ai singoli post. In particolare, le pagine “dove dormire” oppure “cosa visitare” potrebbero diventare pagine pilastro, oppure ospitare le collaborazioni con strutture ed enti.

Quali sono i vantaggi di un destination blog?

Ce ne sono tantissimi.

  • Poca concorrenza. Ci metti 5 minuti a sfidare i blog ufficiali delle Regioni. Chi li legge? Non si sa chi stia dietro e le loro immagini saranno anche strepitose, ma sono nella maggior parte impersonali. Ci sono già altri che raccontano lo stesso luogo? Osserva come lo fanno, cosa ti piace e cosa potresti offrire di diverso. Sarà un altro tipo di lettore oppure un altro tipo di contenuto?
  • I blog monotematici sono coinvolgenti se riesci a trovare i collegamenti giusti, quindi nessun lettore interessato a un determinato luogo dovrebbe uscire dopo aver letto solo un post.
  • Si posizionano bene su Google proprio perché sono monotematici: scrivendo generalmente tante parole chiave che riguardano lo stesso luogo (occhio a non scrivere i post con le stesse parole chiave, cosa che invece Google penalizza), Google ti associa a un determinato tema. In più, con un destination blog è estremamente semplice fare il linking interno, ossia linkare gli articoli tra di loro e, quindi, accompagnare il lettore in un viaggio virtuale alla scoperta del posto dove vivi. Fai scoprire una festa e linki al piatto tradizionale, dal quale post linki alla storia del castello dove quel piatto era servito in un’altra epoca. Il 31 maggio 2015 sono salita con mia figlia fino a Punta Helbronner con la SkyWay (era il secondo giorno dopo l’inaugurazione della nuova funivia), e da questa visita sono nati ben quattro articoli sul mio blog: visitare Punta Helbronner con Skyway – informazioni generali, Pavillon, Punta Helbronner, Rifugio Torino. Tutti si sono posizionati benissimo su Google e ognuno di essi rimandava agli altri!
  • È più semplice creare una rete di conoscenze, di sostenitori oppure di collaborazioni sul territorio. Il valore che si dà alle relazioni reali per fare business è ancora fortissimo in Italia e, quindi, è molto più probabile che le persone accettino di collaborare con te se ti possono incontrare prima e se possono conoscere il tuo operato, rispetto alla ricezione di una semplice e-mail con una proposta di collaborazione.

Prima di partire con il blog Combinando, volevo aprire un blog in italiano sulla Valle d’Aosta con i bambini; avevo anche iniziato a selezionare le immagini e i post da scrivere ma, alla fine, mi sono detta che un destination blog ce l’avevo già in polacco e che, quindi, mi sarei potuta buttare sull’altro.

Era tanto tempo che volevo scrivere questo post, ma lo rimandavo sempre; poi Paola Bertoni, nel suo gruppo Travel blogger italiane, ha avviato una discussione su questo tema, e io mi sono resa conto di quanto questa categoria sia poco conosciuta e quindi ho deciso di raccontare la mia esperienza. Qualche volta anch’io ho bisogno di uno stimolo esterno per pubblicare un determinato post!

Ti lascio un po’ di immagini della Valle d’Aosta, sono tutti i luoghi che ho visitato e descritto sul mio blog in polacco.

Ti piace l’idea del destination blog?

A presto.

Agnieszka