Perché i progetti falliscono

Ogni progetto può riuscire. Ogni progetto può fallire. Il tuo progetto come andrà?

Progetti

Oggi scrivo un post relativo ai progetti e, in particolare, riguardante tutti quegli elementi che influenzano in modo negativo il loro andamento e possono portare al fallimento.
Ma che cos’è un progetto? L’ho spiegato in questo post, dunque non mi dilungherò sugli aspetti generali e andrò dritta al cuore della questione.

Dobbiamo partire da questo presupposto: ogni progetto può fallire, anche quello che sulla carta è descritto meglio e sembra il più interessante! Qualche volta fallisce perché non era proprio il momento giusto per lanciarlo, qualche volta perché abbiamo raccontato bugie sulla carta oppure semplicemente abbiamo aspettato troppo per lanciarlo. Un progetto spesso si rileva un flop anche per motivi molto meno “gravi”.
Ecco, oggi te ne racconto qualcuno. A ognuno di questi motivi potrei associare qualche mia idea “bruciata” 😉. Anzi, sono quasi certa che anche tu, se ci pensi, potresti ritrovarti in alcuni di questi casi.

Le “leggerezze” che portano al fallimento: teoria ed esempi pratici

Troppi progetti

Sembra banale, ma la prima causa del fallimento è semplicemente troppa distrazione data dal nostro correre dietro a troppe idee e progetti da portare avanti contemporaneamente. Come si suol dire, mettiamo “troppa carne al fuoco”.
Un po’ di qua, un po’ di là, disperdiamo le nostre energie e alla fine non si arriva da nessuna parte.
Eh sì, la scusa che si usa sempre per giustificarci è che abbiamo talmente tante cose da fare che non possiamo finire tutto tutto. Certo, a medio termine i risultati non arrivano ed ecco che ci stufiamo e abbandoniamo.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di limitare le scelte. Bisogna puntare su ciò che per noi conta davvero, e il resto lasciarlo perdere.

Ma come riuscire a scegliere tra cinque idee molto diverse, ma tutte ugualmente interessanti e stimolanti, qual è quella più giusta?

Si potrebbe immaginare dove ognuna di queste idee ci potrebbe portare tra 2 o 4 anni.  A quale meta ci condurrà? È quello il posto dove desideriamo essere ed è coerente con i nostri valori?

Io furbamente ho imparato a rinunciare a monte a certe idee, per non crearmi troppe possibilità.

Senza la data di fine

Abbiamo in mente un’idea, oppure già il progetto con un obiettivo ben chiaro, ma non abbiamo la data entro la quale lo vorremmo fare. Più che un progetto è un desiderio e, come sappiamo, i desideri, se non hanno gli elementi di concretezza necessari, restano tali.

Piano di azione sballato

Un progetto ha bisogno di un piano di azione, ossia di un quadro delle attività concrete con le date stabilite entro le quali sarà completato tutto. Si parte dalla data finale e si fraziona il progetto in attività più piccole, ancora più piccole e ancora più piccole, tramite delle date intermedie precise. Lo “smontaggio” si fa fino a quando le attività non saranno talmente concrete che saremo in grado di svolgerle una ad una.

Una macro attività può essere attivare la Newsletter, che sembra di per sé un ostico Monte Bianco da conquistare, ma se la dividiamo in piccole tappe, pezzettini da fare ogni giorno uno ad uno, la scalata sembrerà meno ripida del previsto. Ad esempio, potremmo individuare come “tappe intermedie” alcune attività: scaricare il plugin, scrivere l’e-mail di benvenuto, valutare dove mettere il formulario di iscrizione sul blog, ecc… Ecco che tutto risulterà molto più fattibile e soddisfacente.

Se non abbiamo il piano di azione e delle date per ogni singola attività, sarà molto difficile riuscire a portare a termine quanto prefissato. Spesso iniziamo dalle attività sbagliate, scegliendo di fare ciò che ci piace e non ciò che ci serve 😉.

Aspettative irreali

A volte ciò che si vuole ottenere è impossibile non in generale, ma in quel particolare momento della nostra vita, perché magari non possediamo abbastanza risorse da dedicargli: denaro, conoscenze, competenze o tempo. Va bene sognare, ma bisogna ogni tanto scendere con i piedi per terra e sapere se ciò che abbiamo in testa è fattibile o meno. Se non lo è, allora lo spostiamo sulla lista dei desideri per il futuro. Un’idea a volte non va scartata a priori, ma necessita comunque di tempo affinché maturi e possa essere pronta per qualcosa di più concreto.

Obiettivo che non ti rispecchia

Se hai un progetto in mente, questo dovrebbe avere un obiettivo che rispecchia i tuoi valori, le tue esperienze e competenze, e che ti fa emozionare anche solo quando ci pensi!  Non c’è niente di peggio che fissarsi un obiettivo per accontentare gli altri, farlo di basso profilo perché così nessuno dirà che sei pazza (tanto non lo devi condividere con il mondo intero), oppure fare qualcosa senza sapere perché lo si fa.

Delegare

Personalmente adoro delegare e non ho nessun problema a farlo. Per me delegare non significa sbarazzarsi di ciò che non mi piace fare, ma di far fare a chi sa fare certe cose meglio di me, oppure le fa più velocemente e io posso recuperare il tempo per altro.
Bisogna sempre saper cogliere quel momento nel quale delegare un compito è più vantaggioso che tenerselo per se stesse. Delegare è un investimento che certo, all’inizio, può rivelarsi faticoso, ma se troviamo la persona giusta porterà tantissimi vantaggi.

Però… c’è un però! Bisogna delegare alla persona giusta. Se c’è una cosa ancora peggiore rispetto a sbagliare il momento in cui delegare, è sbagliare la persona da scegliere!

Continuare quando non ha senso

In polacco c’è una canzone famosa della banda Perfect che dice “Bisogna sapere quando scendere dal palcoscenico”. Ecco, bisogna sapere quando smettere di portare avanti certi progetti se ormai non ha più senso continuare e ciò che si fa non sta portando verso la direzione desiderata.
Una volta limitati i progetti, fissato il piano di azione e le date, messe a disposizione le risorse, trovati i collaboratori giusti, si può fallire lo stesso. Spesso questo fallimento è dovuto alla costanza assurda che applichiamo a ciò che facciamo.

Ti ricordi la storia dell’aereo “Concorde” che doveva portare i passeggeri da Londra a New York in meno di 4 ore? È stato un fallimento totale, ma prima di esserlo definitivamente le società hanno continuato a finanziare l’impresa. Poi è fallito lo stesso, ma con più rumore.

Nella vita succede spesso la stessa cosa. A volte non sappiamo rinunciare nel momento giusto per vari motivi: siamo orgogliose, abbiamo investito troppo oppure abbiamo troppe ambizioni. Invece di rinunciare e spostare l’attenzione su un altro progetto più proficuo continuiamo ad andare avanti, anche se in fondo sappiamo che non ha senso.

Monitorare

Si collega perfettamente al punto sopra! Per sapere se ciò che facciamo ci sta effettivamente avvicinando al nostro obiettivo, bisogna in continuazione osservare ed eventualmente correggere il tiro.
Le idee e il piano di azione non sono scolpiti nella pietra, portare in itinere dei piccoli aggiustamenti aiuta a svolgere meglio i progetti. Attenzione però che questi piccoli aggiustamenti siano sempre in linea con i nostri valori.

E poi? I progetti falliscono ed è normale.

Deve succedere perché altrimenti, leggendo solo i libri e osservando gli altri, conoscendo alla perfezione soltanto la teoria non possiamo pretendere di avere dei risultati nella nostra vita.
Sperimentare sul campo – come sempre ripeto – è essenziale nella vita e nel blogging.

E tu che cosa ne pensi?

Mi incuriosisce conoscere quali sono i motivi che non hanno portato a buon esito i tuoi progetti. Quali tra queste cause di fallimento hai sentito più vicina alla tua esperienza, o dove credi di poterti migliorare?

A presto
Agnieszka

P.S. Che cosa stai in questo momento realizzando legato al tuo blog che potresti definire un progetto? Un e-book che stai scrivendo, una serie di interviste, una strategia per attirare le aziende a collaborare con te o ancora altro? Leggi questo post per capire meglio come definire bene i vari elementi:

Quando il tuo blog diventa il tuo progetto. Iniziativa #ProgettoBlog