Raccontare la propria vita sul blog: quali errori evitare

Blogging

Quando apri un blog all’inizio forse non metti nemmeno la tua foto e la descrizione di chi sei. Non dici niente a nessuno e semplicemente pubblichi i tuoi post oppure li condividi solo con pochi amici o alcuni familiari, ma chi capita sul tuo blog non sa chi sta dietro i contenuti pubblicati. Non vuoi mettere la faccia oppure non te la senti di farlo per qualche motivo.

Poi inizi a leggere sul blogging di oggi e capisci che non dire chi sei e non mettere una foto è strano. I blog di oggi sono raramente anonimi o scritti sotto uno pseudonimo.

Nella maggior parte dei casi prima o poi metti una tua foto e una breve biografia. Questa mossa coraggiosa spesso piace ai tuoi lettori e i post con le tue foto ricevono più like su Facebook rispetto agli articoli scritti con tanta fatica con i contenuti che ti hanno richiesto di fare delle ricerche, analisi e notti in bianco. E che cavolo! Che cosa succede?

Nulla, semplicemente benvenuta nell’epoca del web 2.0.

Le statistiche dei post più personali, condivisi su Facebook, sono sempre più alte.

Quali errori evitare nel raccontare la propria vita sul blog?

Siamo curiosi e ci piace osservare e conoscere chi seguiamo in rete. Per questo i post pubblicati su Facebook con la propria foto mentre fai qualcosa, anche se scollegato con il tuo blog, ricevono tanti like. Fin qui non dico niente di straordinario, ma non sono una sociologa e non farò in questo post un’analisi degli atteggiamenti in rete di oggi, ci mancherebbe. Ti darò un paio di indicazioni per aiutarti a capire fin dove con i fatti personali ti puoi spingere sul blog perché sia considerato un valore aggiunto per i tuoi lettori e non una trappola nella quale sei cascata perché hai notato che condividendo la vita personale ricevi più interazioni. Può capitare e non è niente di male, ma bisogna scappare da questo schema al più presto possibile se non ti vuoi chiudere in un cerchio di autoadorazione tra te e i tuoi cari 25 lettori.

  1. Coerenza

Qualunque sia il tema del tuo blog sii coerente con i fatti personali pubblicati sul sito oppure sui social come Facebook. Se scrivi di interior design non necessariamente devi condividere le foto dei tuoi viaggi. Lo so, la tentazione è forte, hai 5000 follower e la foto del tramonto è favolosa. Se lo fai, fallo una volta, ma non per due settimane! Puoi invece raccontare la partecipazione al Salone del Mobile di Milano o di Maison&Objet di Parigi, inclusi i particolari come l’organizzazione del viaggio e del soggiorno. Pensa sempre ai tuoi lettori e al valore aggiunto dei contenuti pubblicati. Pensa però non solo ai lettori attuali, ma anche ai futuri. Chi ti segue e si è già un po’ affezionato al tuo blog sarà forse felice di un off-topic, ma sicuramente chi ti trova non perdona troppi contenuti poco coerenti.

  1. Un blog come una sit-com

Questo punto si collega al punto uno. Cerca di essere sul tuo blog come fosse una sit-com. Lo so, è un consiglio un po’ strano, ma ora cerco di chiarirlo. Hai presente il successo della sit-com americana “Friends”? È andato in onda per 20 anni: dal 1994 al 2004. Chiunque iniziava a guardarlo in qualsiasi momento riusciva a seguire un po’ l’azione. Era semplicemente coinvolgente. Coinvolgeva i vecchi spettatori con le vite di sei amici tra amore, amicizia, lavoro, successi e schermaglie e coinvolgeva i nuovi per come era costruito con le battute, la leggerezza e le situazioni tragicomiche da cogliere al volo.

Quando racconti i fatti della tua vita privata sul blog pensa a chi ti conosce e segue già, ma non perdere di vista chi arriva sul tuo blog semplicemente dai motori di ricerca e capita su un qualsiasi post. Lascia nei tuoi post un po’ di spazio ai nuovi lettori, a chi deve ancora scoprirti. I post con troppi elementi personali, soprattutto se non in coerenza con la descrizione principale del blog, sembrano escludere i potenziali lettori che possono sentirsi come capitati in un cerchio chiuso.

  1. Quale è il valore aggiunto di raccontare che tuo figlio a 3 anni parla tre lingue?

Condividere le proprie esperienze non sempre porta un valore aggiunto al blog e ai lettori. Lo ammettiamo? Anche se sei coerente con il tema principale del blog alla maggior parte dei lettori vecchi (a parte di essere felici per te, ovviamente) e nuovi non interesserà che tuo figlio fa pipi nel vasino a meno di due anni, che ha imparato a leggere e scrivere a cinque, che tu hai trovato un lavoro cool all’estero o che sei riuscita a raccogliere 20.000 euro in crowdfounding per partecipare alla Maratona del Polo Nord. In apparenza non interessa, ma se tra gli elementi di vanità condividi anche il metodo, ossia, come l’hai fatto, questo sì che interessa! Non interessa, ma se queste esperienze sono la base per raccontare una storia divertente e coinvolgente oppure il lettore riesce a riconoscersi nella tua esperienza, interessa eccome!

Ricordati i motivi per i quali hai lanciato il blog e perché qualcuno ti dovrebbe leggere, tornare da te o inviare il link ad un’amica dicendo: “Cavolo, leggiti questo!” Anche qui pensa di bilanciare i contenuti tra quelli destinati a chi ti legge già e chi capita sul blog per la prima volta. Facebook adora le emozioni, i gatti, i tramonti e le vicende di vita privata ed essendo il principale social utilizzato da tutti mettiamo poco ad adeguarci. Ma i tuoi lettori non sono solo li! 

E infine richiama ogni tanto questa ragazza timida con un blog senza foto che si concentrava sui contenuti coerenti perché voleva conquistare i lettori giusti.

Ripeterò fino alla fine del mondo virtuale, la formula magica in rete non esiste e bisogna analizzare ogni blog smontandolo pezzo per pezzo, dalla sua motivazione alle sue finalità. Se cerchi di combinare i tre elementi citati vedrai che i tuoi lettori vecchi e nuovi ti saranno riconoscenti.

E tu che cosa racconti di te sul blog e social? Sei già riuscita a fare qualche errore di vanità pubblicando troppi contenuti personali perché attirano l’attenzione?

P.s. la foto in evidenza è di Stephen Byrne e la terza di Harry Bliss

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